Progettazione e verifica strutturale di edifici in X-LAM (CLT)
Staff Tecnico CESING — Cesarini Ingegneria StP S.r.l.
Abstract
Il presente articolo fornisce una guida tecnica alla progettazione strutturale di edifici realizzati con pannelli in legno lamellare a strati incrociati (X-LAM / CLT — Cross Laminated Timber). Vengono trattati: la natura e la classificazione del materiale, il comportamento meccanico con particolare attenzione al fenomeno del rolling shear, il quadro normativo di riferimento (NTC 2018, Eurocodice 5, EN 16351), i criteri di modellazione strutturale, le verifiche agli SLU e SLE, la progettazione delle connessioni metalliche, il comportamento sismico secondo il principio della gerarchia delle resistenze e le verifiche di resistenza al fuoco. L'articolo include le principali formule di verifica, tabelle di dati caratteristici e indicazioni operative per il professionista.
1. Introduzione e inquadramento del sistema costruttivo
Il legno lamellare a strati incrociati, universalmente noto con l'acronimo X-LAM (o CLT, Cross Laminated Timber), è un prodotto strutturale massiccio ottenuto dall'incollaggio a pressione di strati di tavole di legno con orientamento reciprocamente ortogonale. Nato in Austria e Germania nei primi anni Novanta, ha conosciuto una diffusione crescente in tutta Europa e a scala globale, affermandosi come tecnologia costruttiva competitiva per edifici residenziali, terziari e — con le opportune cautele progettuali — anche per edifici di media e grande altezza.
L'alternanza degli strati a 0° e 90° conferisce al pannello una rigidezza e una resistenza biassiale che lo avvicina strutturalmente alla lastra in calcestruzzo armato, consentendo soluzioni architettoniche di grande versatilità. A differenza del legno lamellare incollato (GL), l'X-LAM funziona efficacemente sia come elemento di parete portante (azioni nel piano) sia come solaio o copertura (azioni fuori piano).
Riferimenti normativi principali utilizzati nel presente articolo:
- D.M. 17/01/2018 — Norme Tecniche per le Costruzioni (NTC 2018);
- Circolare 21/01/2019 n. 7 — Istruzioni applicative NTC 2018;
- EN 1995-1-1:2004/A2:2014 — Eurocodice 5: Progettazione delle strutture in legno;
- EN 1995-1-2 — Resistenza al fuoco delle strutture in legno;
- EN 16351:2015 — Cross laminated timber — Requisiti di prodotto (marcatura CE);
- EN 338:2016 — Legno strutturale — Classi di resistenza;
- CNR-DT 206 R1/2018 — Istruzioni per la progettazione di strutture di legno.
2. Il materiale X-LAM: caratteristiche e classificazione
Un pannello X-LAM è composto da un numero dispari di strati (3, 5, 7 o 9), ciascuno formato da tavole di legno massiccio con spessore tipico per strato compreso tra 20 e 45 mm, incollate con colle poliuretaniche monocomponente o melamminiche in modo tale che le fibre di strati adiacenti risultino orientate a 90° l'una rispetto all'altra. La simmetria rispetto al piano medio è necessaria per evitare deformazioni igrometriche differenziali.
Il legno impiegato nella produzione è tipicamente classificato come C24 o superiore secondo la norma EN 338. La classificazione visiva segue la EN 1611-1 (abete/pino) o la UNI 11035 per specie italiane. I pannelli sono soggetti a marcatura CE ai sensi della norma armonizzata EN 16351:2015; il progettista deve pertanto richiedere al produttore la scheda tecnica (ETA — European Technical Assessment) con i valori caratteristici di resistenza e rigidezza certificati.
Configurazione N° strati Spessore totale Applicazione tipica
3s 3 60 – 100 mm Pareti divisorie, solai leggeri
5s 5 100 – 200 mm Pareti portanti, solai residenziali
7s 7 160 – 280 mm Solai di grande luce, pareti sismiche
9s 9 240 – 360 mm Edifici multipiano, elementi speciali
Tabella 1 — Configurazioni standard di pannelli X-LAM e relative applicazioni.
I valori caratteristici di resistenza e rigidezza di riferimento per pannelli in abete C24 sono i seguenti:
Proprietà Simbolo Valore caratteristico tipico Unità
Resistenza a flessione (strati longitudinali) fm,k 24 N/mm²
Resistenza a trazione parallela fibra ft,0,k 14 N/mm²
Resistenza a compressione parallela fibra fc,0,k 21 N/mm²
Resistenza a taglio longitudinale fv,k 2,5 – 4,0 N/mm²
Resistenza a rolling shear fR,k 1,0 – 1,8 N/mm²
Modulo elastico medio parallelo fibra E0,mean 11 000 N/mm²
Modulo di taglio longitudinale medio Gmean 690 N/mm²
Modulo di rolling shear medio GR,mean 50 – 100 N/mm²
Densità caratteristica ρk 350 kg/m³
Tabella 2 — Proprietà meccaniche tipiche per pannelli X-LAM (abete C24). Fare sempre riferimento all'ETA del produttore specifico.
3. Comportamento meccanico e anisotropia
La natura composita a strati incrociati fa sì che il pannello X-LAM non sia ortotropo semplice: la sua risposta meccanica varia drasticamente in funzione della direzione di carico e della configurazione degli strati. È indispensabile distinguere tra le due modalità di lavoro principali.
3.1 Pannello caricato fuori piano (solaio/copertura)
Per pannelli soggetti a flessione fuori piano (lastra su appoggi), la rigidezza flessionale efficace non può essere calcolata sommando semplicemente i contributi di tutti gli strati. Gli strati trasversali contribuiscono alla resistenza a taglio per distorsione (rolling shear) con un modulo GR molto inferiore al modulo di taglio longitudinale G.
I metodi di calcolo riconosciuti dall'Eurocodice 5 sono:
- Metodo della gamma (γ-method) — Appendice B di EC5; considera la deformabilità degli strati trasversali tramite fattori di efficienza γi. Applicabile per pannelli a 3-5 strati con luce non eccessiva;
- Shear analogy method (metodo Kreuzinger) — più accurato per pannelli a più strati; calcola separatamente la rigidezza flessionale degli strati portanti e la rigidezza a taglio degli strati trasversali;
- Analisi agli elementi finiti (FEM) — con elementi shell stratificati o modello 3D; preferibile per geometrie complesse o verifiche di dettaglio.
La rigidezza efficace a flessione con il metodo della shear analogy si esprime come:
(EI)eff = Σ Ei · Ii + Σ Ei · Ai · ai² dove: Ei = modulo elastico dello strato i (= 0 per strati trasversali) Ii = momento d'inerzia della sezione dello strato i rispetto al proprio asse Ai = area della sezione dello strato i ai = distanza dell'asse dello strato i dall'asse neutro efficace del pannello
3.2 Fenomeno del rolling shear
Il rolling shear è il meccanismo di taglio che si attiva negli strati trasversali quando il pannello è soggetto a flessione fuori piano. In questi strati le fibre sono perpendicolari al piano di taglio, cosicché la resistenza allo scorrimento è governata dalla rotazione delle fibre attorno al proprio asse longitudinale, con valori di GR tipicamente 7-15 volte inferiori al G longitudinale.
Nota progettuale: Il rolling shear è frequentemente il meccanismo di crisi nei solai X-LAM di grande luce o con elevati carichi concentrati. Deve essere sempre verificato esplicitamente e non può essere trascurato ipotizzando la sezione come un elemento monolitico.
3.3 Pannello caricato nel piano (parete portante)
Quando il pannello opera come parete soggetta ad azioni nel piano (gravitazionali + orizzontali), il flusso degli sforzi è dominato dagli strati a 0° (paralleli all'azione). Gli strati a 90° contribuiscono alla continuità strutturale e alla rigidezza a taglio nel piano, espressa attraverso la rigidezza efficace Geff. Il sistema di pareti, opportunamente collegato alle solette di piano, forma un comportamento scatolare in grado di trasferire le azioni orizzontali fino alle fondazioni.
4. Classi di servizio e coefficienti di riduzione
Come per tutte le strutture in legno, la progettazione X-LAM richiede la corretta definizione della classe di servizio (SC) in funzione delle condizioni ambientali di esercizio, secondo EC5 §2.3.1.
Classe di servizio Condizioni ambientali Umidità del legno Applicazione tipica
SC 1 Interno riscaldato, UR ≤ 65% ≤ 12% Pareti interne, solai, strutture chiuse
SC 2 Interno non riscaldato o coperture ≤ 20% Coperture chiuse, strutture ventilate
SC 3 Esterno, esposizione libera > 20% Strutture esposte (non consigliato per X-LAM)
Tabella 3 — Classi di servizio secondo EN 1995-1-1 §2.3.1.
La resistenza di calcolo di un elemento in X-LAM si determina come:
fd = kmod · fk / γM dove: fk = valore caratteristico di resistenza (dall'ETA del produttore) kmod = coefficiente di modifica (funzione di SC e classe di durata del carico) Valori tipici: 0.60 (SC1, permanente) ÷ 1.10 (SC1, istantaneo) γM = coefficiente parziale del materiale = 1.25 per X-LAM (EC5 Tab. 2.3)
Il creep (viscosità) viene valutato attraverso il coefficiente kdef, che amplifica la freccia istantanea per determinare quella differita a lungo termine. Per X-LAM in SC1: kdef = 0.80; in SC2: kdef = 1.20.
5. Modellazione strutturale e schema statico
La modellazione di un edificio in X-LAM può essere condotta a diversi livelli di approfondimento, dalla schematizzazione semplificata a pareti rigide fino all'analisi agli elementi finiti con modellazione esplicita degli strati e delle connessioni.
- Modello a diaframmi rigidi e pareti elastiche: adatto per edifici regolari fino a 5-6 piani; i solai sono schematizzati come diaframmi rigidi e le pareti come lastre con rigidezza nel piano calibrata in funzione del pannello e delle connessioni;
- Modello FEM a elementi shell ortotropi: consente di distribuire gli sforzi nei pannelli in modo accurato; si utilizzano elementi lastra con proprietà ortotrope equivalenti, evitando di assegnare caratteristiche isotrope;
- Modello multi-corpo con connessioni esplicite: ciascun pannello è collegato agli altri tramite elementi molla con legge forza-spostamento calibrata sull'ETA del connettore; è il modello più accurato per analisi push-over e time-history.
Elementi fondamentali da includere correttamente nel modello strutturale:
- Geometria netta dei pannelli, comprese le aperture per porte e finestre;
- Deformabilità delle connessioni parete-solaio (modellate come molle, non come vincoli rigidi);
- Connessioni parete-fondazione (hold-down e angolari metallici);
- Discontinuità tra pannelli adiacenti ai giunti verticali;
- Ortotropia dei pannelli (evitare proprietà isotrope equivalenti in FEM).
Nota progettuale: La rigidezza laterale di una parete X-LAM non è semplicemente G·t/h, ma deve tenere conto della deformabilità a taglio nel piano del pannello, della deformabilità degli hold-down (rotazione alla base) e dello scorrimento degli angolari alla base. Il modello di Schickhofer-Thiel è il riferimento più diffuso per la parete isolata.
6. Verifiche agli Stati Limite Ultimi (SLU)
Le verifiche SLU per elementi X-LAM seguono l'impostazione generale dell'EC5 §6, con specificità legate alla natura composita e anisotropa del materiale.
6.1 Solaio — Flessione fuori piano
La tensione di flessione nello strato portante si verifica come:
σm,d = Md · zmax / (EI)eff ≤ fm,d dove: Md = momento flettente di calcolo zmax = distanza della fibra più esterna dall'asse neutro efficace fm,d = kmod · fm,k / γM (resistenza a flessione di calcolo dello strato 0°)
6.2 Solaio — Taglio e rolling shear
La verifica del taglio negli strati trasversali (rolling shear) è:
τR,d = Vd · Seff / (b · (EI)eff) ≤ fR,d dove: Vd = taglio di calcolo nella sezione Seff = momento statico efficace dell'area oltre la sezione di calcolo fR,d = resistenza a rolling shear di calcolo (tipico: 0.8 – 1.5 MPa per C24)
6.3 Parete — Azioni nel piano
Le pareti sono soggette contemporaneamente a compressione verticale (carichi gravitazionali) e a taglio orizzontale (vento, sisma). Le verifiche principali riguardano:
- Resistenza a compressione: σc,0,d ≤ kc · fc,0,d (con riduzione per instabilità se la snellezza λ > 30);
- Taglio nel piano: τd ≤ fv,d, considerando il contributo dei soli strati paralleli all'azione;
- Ribaltamento: verifica dell'equilibrio globale con calcolo della trazione negli hold-down;
- Scorrimento alla base: verifica degli angolari metallici (bracket) a taglio.
Nota progettuale: Negli edifici multipiano in zona sismica, la verifica degli hold-down è spesso la più onerosa. Si consiglia di dimensionare preliminarmente la connessione parete-fondazione prima di ottimizzare lo spessore del pannello.
6.4 Verifica combinata (pressoflessione)
Per pareti soggette a compressione e flessione fuori piano, la verifica di interazione è:
(σc,0,d / fc,0,d)² + σm,d / fm,d ≤ 1.0 Condizione di stabilità per snellezza elevata (λ > 30): σc,0,d ≤ kc · fc,0,d dove kc è il fattore di instabilità secondo EC5 §6.3.2
7. Verifiche agli Stati Limite di Esercizio (SLE)
Per le strutture in legno, e in particolare per i solai in X-LAM, le verifiche SLE sono spesso più stringenti di quelle SLU. I fenomeni da controllare sono: la deformazione istantanea, la deformazione a lungo termine e le vibrazioni.
7.1 Deformazioni
La freccia totale a lungo termine si calcola come (EC5 §2.2.3):
wfin = winst,G · (1 + kdef) + winst,Q · (1 + ψ2 · kdef) dove: winst,G = freccia istantanea dovuta ai carichi permanenti winst,Q = freccia istantanea dovuta ai carichi variabili ψ2 = coefficiente di combinazione quasi-permanente (EC0) kdef = 0.80 (SC1) / 1.20 (SC2) Limiti raccomandati (EC5 §7.2): wnet,fin ≤ L/300 (solai ordinari) wnet,fin ≤ L/400 (in presenza di partizioni rigide)
7.2 Vibrazioni dei solai
I solai in X-LAM, per via della loro leggerezza, sono particolarmente sensibili alle vibrazioni indotte dal calpestio. L'EC5 Appendice B prescrive due verifiche:
- Frequenza propria fondamentale: f1 ≥ 8 Hz per evitare la risonanza con la frequenza del passo umano (1-2.5 Hz);
- Velocità unitaria di vibrazione v: correlata all'accelerazione percepita dagli occupanti; deve rispettare le soglie funzione di f1 e della classe d'uso.
Frequenza propria fondamentale di un solaio semplicemente appoggiato: f1 = (π / 2L²) · √[ (EI)eff / m ] dove: L = luce di calcolo del solaio [m] (EI)eff = rigidezza flessionale efficace [Nm²/m] m = massa per unità di area del solaio [kg/m²] Criticità frequente: La verifica a vibrazione è il vincolo progettuale più stringente per solai X-LAM su luci superiori a 4.5-5 m. Come regola pratica di predimensionamento si adotta H ≥ L/20, dove H è lo spessore del pannello ed L la luce. Oltre i 5 m si raccomanda un'analisi dinamica specifica.
7.3 Spostamenti interpiano
Per edifici soggetti ad azioni orizzontali, lo spostamento interpiano deve rispettare le limitazioni delle NTC 2018: dr/h ≤ 0.0033 per strutture ordinarie. Nel calcolo di dr occorre sommare lo spostamento elastico del pannello e quello dovuto alla deformabilità delle connessioni, che in molti casi risulta dominante.
8. Connessioni e giunti
Le connessioni rappresentano l'elemento più critico in ogni struttura in X-LAM: ne determinano la resistenza, la rigidezza e la duttilità, e costituiscono il principale meccanismo dissipativo in caso di sisma.
Tipo di connessione Funzione strutturale Dispositivo tipico
Hold-down Resistenza alla trazione verticale (ribaltamento) Staffa metallica bullonata + barre filettate
Angolare (bracket) Resistenza al taglio orizzontale alla base Angolari stampati tipo HTT/WHT
Giunto verticale parete-parete Trasferimento del taglio nel piano Viti inclinate autoforanti (STS), barre con resina
Solaio-parete Diaframma + azioni fuori piano Viti + piatto metallico / profilo a C
Fondazione Ancoraggio globale dell'edificio Barre di ancoraggio Ø20-32 in resina epossidica
Tabella 4 — Principali tipologie di connessione in strutture X-LAM e relative funzioni strutturali.
8.1 Calcolo delle connessioni a viti
Le viti autoforanti (Self-Tapping Screws, STS) sono il connettore più diffuso in X-LAM. La loro resistenza per carichi laterali si calcola secondo EC5 §8 tramite la teoria della cerniera plastica di Johansen. Per viti inclinate si considera la combinente laterale e quella assiale (effetto piolo + effetto di estrazione).
Resistenza caratteristica di una vite a singolo taglio (EC5 §8.2.2, eq. (8.6)): Fv,Rk = min { fh,1,k · t1 · d ; fh,2,k · t2 · d ; [formula cerniera plastica Johansen] } + Fax,Rk/4 (rope effect) dove: fh,i,k = resistenza di rifollamento del legno per lo strato i ti = spessore penetrazione nello strato i d = diametro della vite Fax,Rk = resistenza all'estrazione assiale della vite
9. Comportamento sismico e progettazione in zona sismica
Le strutture in X-LAM mostrano un comportamento sismico favorevole grazie alla combinazione di leggerezza (riduzione delle forze sismiche d'inerzia) e duttilità delle connessioni metalliche. Edifici fino a 6-7 piani sono stati realizzati con ottimi risultati in zone ad alta sismicità (Giappone, Nuova Zelanda, Italia post-sisma 2012 in Emilia).
9.1 Gerarchia delle resistenze
La progettazione sismica in X-LAM deve seguire rigorosamente il principio della gerarchia delle resistenze: le connessioni metalliche devono essere le zone duttili ("fusibili sismici"), mentre i pannelli devono rimanere in campo elastico. Questo implica che la resistenza degli elementi non duttili (pannelli, bullonature rigide) venga verificata applicando un fattore di sovra-resistenza γRd ≥ 1.2-1.3 rispetto alla resistenza delle connessioni duttili.
9.2 Fattore di comportamento q
Le NTC 2018 e l'EC8 consentono l'utilizzo di un fattore di comportamento q = 2.0 ÷ 3.0 per strutture in X-LAM con connessioni duttili progettate secondo i criteri della gerarchia delle resistenze. L'adozione di valori superiori richiede documentazione specifica e l'impiego di connessioni con duttilità certificata.
9.3 Verifica del percorso del carico sismico
Oltre alla verifica dei singoli elementi, il progettista deve controllare:
- Il percorso del carico sismico (load path) dall'estradosso del solaio alla fondazione;
- La regolarità planimetrica ed altimetrica (EC8 §4.2);
- La connettività dei diaframmi di piano con le pareti sismiche;
- La risposta torsionale dell'edificio nel piano (posizione del centro di rigidezza vs. centro di massa).
10. Resistenza al fuoco
Contrariamente all'idea comune, il legno massiccio di grande sezione — e i pannelli X-LAM ne sono un esempio — mostra un comportamento al fuoco prevedibile e per certi versi superiore a quello delle strutture metalliche non protette. La carbonizzazione superficiale crea uno strato protettivo che rallenta la propagazione del fronte di fuoco verso il nucleo resistente.
10.1 Metodo del legno residuo (EC5 §4)
Il metodo si basa sulla determinazione dello spessore carbonizzato dchar in funzione del tempo di esposizione e della velocità di carbonizzazione βn:
dchar,n = βn · t dove: βn = 0.76 mm/min per X-LAM (EN 1995-1-2, Tab. 3.1) t = durata dell'esposizione al fuoco [minuti] Spessore efficace residuo (con strato zero): deff = dchar,n + k0 · d0 (tipicamente d0 = 7 mm)
10.2 Particolarità dell'X-LAM al fuoco
Un aspetto critico per l'X-LAM è il comportamento agli giunti incollati in presenza di fuoco: la colla poliuretanica può degradarsi prima che il fronte di carbonizzazione raggiunga il giunto, causando la delaminazione dello strato carbonizzato e un'accelerazione del tasso di combustione. Per classi di resistenza al fuoco superiori a REI 60, è necessario impiegare colle con resistenza al fuoco certificata (es. colle melamminiche) oppure prevedere spessori di pannello aggiuntivi.
Le classi di resistenza al fuoco tipicamente raggiungibili con idoneo dimensionamento del pannello sono REI 30, REI 60 e REI 90; il raggiungimento di REI 120 richiede pannelli di grande spessore o protezioni aggiuntive.
11. Esempio di calcolo: predimensionamento di un solaio X-LAM a 5 strati
Si considera un solaio in X-LAM a 5 strati (configurazione 5s-160, spessore totale 160 mm) in abete C24, con la seguente geometria e condizioni di carico:
- Luce netta: L = 5.0 m; appoggio su due lati (lastra monodirezionale);
- Classe di servizio: SC 1;
- Carichi permanenti: gk = 1.50 kN/m² (peso proprio + massetto + pavimento);
- Carichi variabili: qk = 2.00 kN/m² (categoria A — residenziale);
- Combinazione SLU: pd = 1.35 · gk + 1.50 · qk = 5.025 kN/m².
Rigidezza efficace (valori tipici ETA per 5s-160 in abete):
Pannello 5s-160: spessori strati [30-20-20-20-30] mm (strati 0° / 90° alternati) (EI)eff ≈ 12 500 kNm²/m (da ETA produttore — valore indicativo) (GA)eff ≈ 8 000 kN/m (rigidezza a taglio efficace)
Verifica a flessione (SLU):
Md = pd · L² / 8 = 5.025 · 5.0² / 8 = 15.7 kNm/m σm,d = Md · zmax / (EI)eff zmax = 80 mm = 0.080 m (fibra esterna dello strato portante) σm,d = 15.7 · 0.080 / 12.5 = 0.10 kN/cm² = 10.0 N/mm² fm,d = kmod · fm,k / γM = 0.80 · 24 / 1.25 = 15.4 N/mm² VERIFICA: σm,d = 10.0 N/mm² ≤ fm,d = 15.4 N/mm² ✓
Verifica a rolling shear (SLU):
Vd = pd · L / 2 = 5.025 · 5.0 / 2 = 12.6 kN/m τR,d = Vd · Seff / ((EI)eff) ≈ 1.15 N/mm² (calcolo semplificato) fR,d = 0.80 · 1.5 / 1.25 = 0.96 N/mm² VERIFICA: τR,d = 1.15 N/mm² > fR,d = 0.96 N/mm² ✗ → Necessario passare a pannello 5s-200 oppure 7s-180. Osservazione: L'esempio mostra come il rolling shear sia spesso la verifica governante rispetto alla flessione nei solai X-LAM di media luce. Il progettista deve sistematicamente condurre entrambe le verifiche e non fermarsi alla sola flessione.
Verifica alle vibrazioni (SLE):
f1 = (π / 2L²) · √[ (EI)eff / m ] m ≈ 250 kg/m² (massa solaio completo) f1 ≈ (π / 2 · 25) · √[ 12 500 000 / 250 ] ≈ 9.9 Hz VERIFICA: f1 = 9.9 Hz > 8.0 Hz ✓ (limite EC5 Appendice B)
12. Conclusioni
La progettazione strutturale in X-LAM richiede al professionista una cultura tecnica specifica e aggiornata, che va oltre la semplice applicazione delle formule normative. Implica la comprensione della natura composita e anisotropa del materiale, la modellazione realistica delle connessioni, la valutazione critica della duttilità del sistema e l'integrazione tra le verifiche strutturali e quelle termo-igrometriche e acustiche.
Gli aspetti che più frequentemente richiedono attenzione nella pratica progettuale sono: la verifica a rolling shear dei solai (spesso governante rispetto alla flessione), il dimensionamento delle connessioni in zona sismica secondo la gerarchia delle resistenze, e la verifica a vibrazione per solai di luce superiore a 4.5-5 m.
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Bibliografia
- Decreto Ministeriale 17 gennaio 2018 — Norme Tecniche per le Costruzioni (NTC 2018).
- Circolare esplicativa NTC 2018 (Circolare 21 gennaio 2019, n. 7).
- EN 1995-1-1:2004/A2:2014 — Eurocode 5: Design of timber structures — Part 1-1: General — Common rules and rules for buildings.
- EN 1995-1-2:2004 — Eurocode 5: Design of timber structures — Part 1-2: General — Structural fire design.
- EN 16351:2015 — Timber structures — Cross laminated timber — Requirements.
- EN 338:2016 — Structural timber — Strength classes.
- CNR-DT 206 R1/2018 — Istruzioni per la progettazione, l'esecuzione ed il controllo delle strutture di legno.
- Blaß H.J., Sandhaas C. — Timber Engineering: Principles for Design. KIT Scientific Publishing, 2017.
- Brandner R. et al. — Cross laminated timber (CLT): overview and development. European Journal of Wood Products, 74(3), 331–351, 2016.
- Ceccotti A. — New Technologies for Earthquake-Resistant Timber Structures. Intern. Workshop on Seismic Performance of Timber Buildings, Vancouver, 2008.
- Schickhofer G., Bogensperger T., Moosbrugger T. — BSPhandbuch: Holz-Massivbauweise in Brettsperrholz. TU Graz, 2010.
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